Accade anche questo in tempi di crisi energetica. Sul finire delle vacanze di Pasqua, fino alla mattinata di oggi, martedì 4 aprile, molte stazioni di servizio del Ponente ligure hanno esposto un cartello con la scritta “Benzina esaurita”, mentre si andavano formando lunghe code ai distributori che ancora avevano la verde. È uno dei tanti effetti collaterali della crisi temporanea legata all'escalation bellica in Medio Oriente, con i turisti francesi, di ritorno dall'Italia dopo le vacanze di Pasqua, che lunedì 6 sera e martedì 7 aprile mattina hanno preso d'assalto le pompe di benzina di Imperia, Sanremo e Ventimiglia (tutto perfettamente lecito).
In Italia, infatti, i prezzi della benzina sono inferiori rispetto a quelli praticati in Francia, anche grazie allo sconto sulle accise. Se nelle zone di confine come Mentone un litro di benzina costa almeno 2 euro, nel Ponente ligure il prezzo si aggira attorno a 1,75 euro al litro. A far gola sono stati esclusivamente gli erogatori di benzina verde, rispetto al diesel decisamente più caro.
Quello della Liguria non è però un caso isolato. Anche gli automobilisti di altri Paesi confinanti – come Austria, Svizzera e Slovenia – sono entrati in Italia per rifornirsi, come dimostrano le cronache locali. Qualcosa di analogo è avvenuto per esempio nel Comasco, con gli automobilisti svizzeri precipitatisi a fare il pieno oltreconfine: d'altra parte, la Confederazione Elvetica non ha tagliato le tasse né sulla benzina né sul gasolio.
Per comprendere questo fenomeno basta confrontare, rispetto ad altri Paesi, sia i prezzi praticati alla pompa (in questo caso nella modalità self), sia gli sconti sulle accise.
Prezzi "self" la 30 marzo 2026 (fonte: UE Weekly Oil Bulletin per le nazioni dell'Unione Europea)
La crisi ha prodotto, finora, in diversi Paesi dell'Unione Europea misure di contrasto fiscale. Dal più recente report Figisc, emerge come il taglio delle tasse deciso dal governo italiano sia il più consistente.
Durante i rientri dai Ponti primaverili, dunque, chi si mette alla guida potrebbe rischiare di trovare, nelle zone di confine, distributori senza carburante o con lunghe code. La disparità dei listini potrebbe trasformare queste aree in veri e propri imbuti logistici. Il cosiddetto “turismo del pieno” ha creato un disservizio immediato per i residenti della Riviera di Ponente, che si sono ritrovati con le stazioni di servizio a secco.
Inoltre, in questo quadro, lo sconto sulle accise, pensato a beneficio degli automobilisti italiani, finisce per diventare un vantaggio anche per gli stranieri. Una misura che incide sulle casse dello Stato – pari a 650 milioni di euro al mese di mancato incasso –, capace di innescare una dinamica che, almeno in Liguria e nel Comasco, si è trasformata in una beffa per molti automobilisti locali rimasti senza carburante.